Come usare lo spazzolino manuale?

E’ il modello più comune e, senza dubbio, meno costoso. Gli spazzolini manuali di “qualità” possiedono una testina piccola e arrotondata, setole smussate all’estremità e un manico ergonomico che consente una guida più sicura e maneggevole. Le setole possono essere sia naturali che in materiale sintetico (più consigliate sono comunque le setole sintetiche), e sono disponibili in tre gradi di “durezza”: morbide, medie e dure.

In genere è preferibile utilizzare uno spazzolino da denti con setole medie. Gli spazzolini con setole rigide possono, infatti, danneggiare lo smalto ed irritare le gengive. Quelli con setole morbide, invece, possono non garantire una pulizia efficace.

Quando le setole sono consumate, e comunque ogni 10/12 settimane, bisogna cambiare lo spazzolino, per evitare un eccessivo consumo delle setole, che potrebbero quindi danneggiare lo smalto, ed evitare un’eccessiva proliferazione batterica.

Ma come usare lo spazzolino manuale?

Una corretta igiene orale con lo spazzolino manuale, può essere eseguita adottando la cosiddetta “Tecnica di Bass”.

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Questa tecnica si esegue posizionando lo spazzolino sulla gengiva e sul dente, orientandolo a 45° rispetto al margine gengivale. Si compiono poi piccoli movimenti vibratori per 6-7 volte al fine di disgregare la placca batterica e un successivo movimento a rullo o semirotatorio, spostandosi dalla gengiva verso il dente.

La pulizia andrebbe iniziata dalle superfici esterne, poi quelle interne ed infine le superfici occlusali. La pulizia della superficie interna degli incisivi, difficilmente raggiungibile a causa delle ridotte dimensioni dell’arcata dentale, va eseguita posizionando lo spazzolino in verticale.
Questa tecnica permette di raggiungere efficacemente la placca sottogengivale sia a livello del solco gengivale che nelle nicchie interdentali, includendo un delicato massaggio gengivale.

dott.ssa Silvia Castelli

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Alito cattivo? Ecco qualche rimedio.

L’alitosi, o alito cattivo, è una condizione caratterizzata dall’emissione di odore poco gradevole attraverso l’atto respiratorio o tramite il cavo orale, durante l’eloquio. Si tratta, purtroppo, di una condizione abbastanza frequente: ne soffre circa il 50% della popolazione!

Questo problema può causare notevole disagio, ma nella maggior parte dei casi, è facilmente risolvibile. Infatti, solo nel 10% delle persone che soffrono di alitosi, le cause sono da ricercare in patologie del tratto gastrointestinale o in malattie di interesse otorinolaringoiatrico, mentre nel restante 90%, l’alitosi ha origine proprio nel cavo orale.

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Quando sospettiamo di soffrire di alitosi ci viene spontaneo soffiare nel palmo e sentire l’odore: questo però un metodo poco attendibile.
Esistono invece altri sistemi, molto più efficaci, quali:

  • sporgere la lingua fuori dalla bocca il più possibile e strofinarla due o tre volte con una garza; annusare la garza dopo 1 minuto;
  • passare un filo interdentale bianco non cerato e non profumato tra i molari superiori ed inferiori; annusare il filo dopo 1 minuto;
  • passare la lingua sul dorso della mano pulito e senza profumo e annusare dopo circa 1 minuto.

Una volta fatte queste prove, ed esserci resi conto che potremmo soffrire di alitosi, dobbiamo recarci dal nostro dentista di fiducia, il quale effettuerà una visita di controllo per valutare la presenza di denti cariati, otturazioni incongrue, malattia parodontale o scarsa igiene orale, tutte condizioni che favoriscono il ristagno di cibo all’interno della bocca. Questi depositi di cibo vengono degradati dai batteri che normalmente troviamo nel cavo orale, producendo dei composti volatili solforosi, i veri responsabili dell'”alito cattivo”.
Sarà quindi indispensabile eseguire una pulizia professionale in studio,da ripetersi almeno due volte all’anno, e mantenere una corretta igiene orale domiciliare, che sarà valutata personalmente dalla vostra igienista dentale.
In linea generale, consiglio sempre ai miei pazienti di:

  • spazzolare i denti dopo ogni pasto, meglio se con lo spazzolino elettrico, in quanto maggiormente efficace nella rimozione della placca;
  • spazzolare il dorso della lingua;
  • utilizzare almeno una volta al giorno, il filo interdentale. Se si trova difficoltà nell’utilizzo del filo, esistono in commercio delle forcelle che ne facilitano l’uso;
  • utilizzo regolare di un buon dentifricio e di un buon collutorio, come per esempio, il dentifricio Splat Aromatherapy, studiato per la prevenzione dell’alitosi durante le ore notturne, oppure Splat Arcticum, che vi regalerà una freschezza d’alito permanente.

articumaroma

 

dott.ssa Silvia Castelli

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